Post in evidenza

Qualcosa di più

L'imperativo di sostituire Google e Facebook   Le nazioni stanno iniziando a prendere più seriamente il controllo del loro spa...

mercoledì 21 giugno 2017

Curiosità tra Spazio - Elohim - Trasfusioni

 Che sta succedendo nello spazio? 

  

NUOVISSIMO - Mauro Biglino Gesù e Gli Elohim GIUGNO 2017

  

Trasfusioni di sangue di gente giovane per i leader s mondiali

  

 Leggi l'articolo QUI

Qualcosa di più



L'imperativo di sostituire Google e Facebook 

Le nazioni stanno iniziando a prendere più seriamente il controllo del loro spazio d'informazione dopo che per anni hanno permesso ai giganti della tecnologia degli Stati Uniti, Google e Facebook, di monopolizzarli e sfruttarli.

Il Vietnam, secondo un recente articolo di GeekTime, è l'ultimo paese che ha iniziato a fomentare alternative locali del motore di ricerca e della rete dei mezzi di comunicazione sociali, per riequilibrare il monopolio dell'informazione che oggi hanno nel loro paese i giganti della tecnologia del sud est asiatico.

Google e Facebook - Sono più che Motori di Ricerca e Social Media

I due giganti della tecnologia e altri come loro agli inizi possono essere sembrati ai politici, agli industriali e ai capi militari di tutto il mondo, delle corporazioni meramente opportuniste che cercano guadagni ed espansione. 

Indubbiamente, Google e Facebook, tra gli altri, chiaramente sono diventati qualcosa molto più di questo.

Tutti e due hanno lavorato ed è verificabile per il Dipartimento di Stato per la ricerca di obiettivi geopolitici in tutto il mondo, dal collasso del governo della Libia ai tentativi di cambiamento del regime della Siria e l'utilizzo dei social media e della tecnologia dell'informazione di tutto il mondo per manipolare la percezione pubblica e ottenere mete sociopolitiche in nome di Wall Street e Washington per molti anni.

L'utilizzo delle reti sociali per controllare lo spazio di informazione di una specifica nazione, e utilizzarlo come un mezzo per arrivare alla sovversione sociopolitica e anche a un cambiamento di regime ha raggiunto l'apice negli Stati Uniti nel 2011 con la gestione della "primavera araba".

All'inizio dipinta come manifestazioni spontanee organizzate su Facebook e altre piattaforme di social media, adesso è stato rivelato in alcuni articoli quelli del New York Times, Gruppi di statunitensi che aiutano a fomentare "Rivolte Arabe", che il Governo degli Stati Uniti aveva addestrato attivisti anni prima delle proteste, con con Google e Facebook partecipando direttamente ai preparativi.

I fronti di opposizione finanziati e appoggiati dalla Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dalle loro filiali,
  • Casa della Libertà (Freedom House)
  • Istituto Repubblicano Internazionale (IRI - International Republican Institute)
  • Istituto Nazionale Democratico (NDI - National Democratic Institute),
...furono invitati a varie riunioni dove i dirigenti con i loro gruppi di appoggio tecnico di Google e Facebook presentavano loro i piani di gioco da eseguire nel 2011 coordinati agli Stati Uniti e ai mezzi di comunicazione europei che avevano anche assistito alle riunioni.

Il risultato finale fu quello di armare virtualmente le reti sociali, che agivano come coperchio per quello che fu una serie pianificata da tempo di colpi militari regionali fortemente armata che finalmente buttarono giù i governi di:
  • Tunisia
  • Egitto
  • Libia
  • Yemen,
...con il governo della Siria adesso accerchiato da 6 anni di guerra come risultato.
E' stato durante il conflitto in Siria che Google è stato di nuovo coinvolto.

Il Guardián, in un articolo del 2012 dal titolo "Siria - E' possibile cambiare il nome delle strade su Google Maps?", avrebbe dato questa informazione:
Nella loro lotta per liberare la Siria dalle grinfie del presidente Bashar al-Assad, attivisti antigovernativi si sono imbarcati in un progetto per cancellarlo dalla mappa. Letteralmente…
Su Google Maps, le principali vie di Damasco dedicate alla famiglia Assad sono apparse cambiate con il nome degli eroi della rivolta. La primavera araba prende forma così.

Quando i ribelli contro Gheddafi fecero sparire a Tripoli l'agosto scorso, il nome della piazza principale della città dal servizio di mappe durante la notte - da Piazza Verde, nome datogli dall'antico dittatore, è divenuta "Piazza dei Martiri".

Il servizio di mappe del gigante di Internet ha una storia importante nelle dispute politiche.

Il monopolio di Google nelle nazioni che non hanno un'alternativa locale, assicura chela percezione pubblica sia influenzata di traverso da questi metodi ingannevoli.

The Independent, in un articolo del 2016 intitolato "Google progetta di aiutare i ribelli siriani a sconfiggere il regime di Assad - Asseriscono così nella posta elettronica filtrata di Hillary Clinton", continuerebbero a dire altro sull'attività di Google per quanto riguarda la Siria:
Uno strumento interattivo creato da Google è stato disegnato per alimentare i ribelli siriani e aiutarli a distruggere il regime di Assad, così hanno rivelato le mail di Hillary Clinton secondo i rapporti effettuati.

Controllando e monitorando quanti si cancellavano dall'indirizzo della Siria, è stato progettato come dicono i resoconti, un modo per animare più persone a cancellarsi e a dare fiducia all'opposizione ribelle.
E' chiaro che Google è molto più di solo ricerche in Internet.

Le nazioni sarebbero comunque irresponsabili a permettere che una impresa straniera eserciti un controllo sul suo spazio di informazione - specialmente alla luce degli abusi documentati, verificati - come lo sarebbero se imprese straniere esercitassero un controllo su altri aspetti essenziali dell'infrastruttura nazionale.

Vietnam prende il controllo del suo spazio d'informazione 

L'articolo sul GeekTime, condiviso con il Dipartimento degli Stati Uniti NDI su Twitter dal titolo "Si tratta di una campagna del Vietnam per costruire un'alternativa a Facebook per lottare contro le notizie false o è per fomentare la censura?",

così scrive:
Durante una riunione all'inizio di questo mese, Truong Minh Tuan, Ministro per l'Informazione e le Comunicazioni del Vietnam, ha detto che il governo sta incoraggiando le industrie di tecnologie vietnamite a costruire sostituti locali di piattaforme come Facebook e Google (che sono le più popolari del genere in Vietnam).
L'articolo diceva anche:
Si tratta di una campagna più ampia "per rafforzare la sicurezza cibernetica" e l'integrità dell'informazione del paese.
"Il piano è cercare di abbordare il problema di come su Facebook, le 'pagine false' crescevano senza controllo, con un contenuto antigovernativo." Queste le parole di Taun."

"Guardando oltre, abbiamo bisogno di reti sociali utili alle società locali che possano rimpiazzare e competere con Facebook.".
La menzione del NDI all'articolo ha la pretesa di far comprendere che il governo vietnamita ottiene dei guadagni a partire dalle localizzazioni dei motori di ricerca e dei social media - e lo fa.

La localizzazione dello spazio d'informazione del Vietnam, però, non è diversa dalla localizzazione dell'infrastruttura dell'industria della difesa, dell'energia, dell'acqua, delle scuole e della sanità vietnamita.

Tutti dovrebbero essere controllati dal popolo vietnamita non da Washington, Wall Street, o Silicon Valley. Se il governo vietnamita abusa di questa localizzazione o non lo fa, è un problema del popolo vietnamita.

La vera preoccupazione del NDI è che una volta avvenuta quella localizzazione della tecnologia d'informazione in Vietnam, questi effettivi vettori di rivolta sociopolitica saranno chiusi per sempre agli speciali interessi finanziari e corporativi della politica estera degli Stati Uniti come i fronti di lavoro dell'NDI.
Fonte:  http://www.bibliotecapleyades.net/

martedì 20 giugno 2017

Il reddito universale per una Classe inutile

Nel futuro, 
Mondi virtuali potrebbero prendere il posto della religione 
e altri sistemi importanti costruiti per la società 
man mano che gli eseri umani diventano meno utili. 
Fotografia: Jeff J Mitchell / Getty Images

La Classe inutile
Il significato della vita senza lavoro
e un reddito di base universale
L'autore Yuval Noah Harari, è un ateo che crede di poter indovinare il futuro. 
Questo articolo potrebbe farvi salire la pressione, ma bisogna che lo leggiate. 
Harari parla anche della élite mondiale dando immagini avveniristiche. Fonte
La maggior parte dei posti di lavoro che esistono oggi, potrebbero sparire ed è una questione di decadi.

Man mano che l'intelligenza artificiale supera gli esseri umani in sempre più compiti, li rimpiazzerà in moltissimi posti di lavoro. E' probabile che appaiano molte nuovi professioni: disegnatori di mondi virtuali per esempio.

Questa tipologia di professioni però, richiederanno più creatività e flessibilità e non è chiaro se i tassisti o gli assicuratori di 40 anni e senza impiego saranno capaci di reinventare se stessi come disegnatori di mondi virtuali (cercate di immaginare un mondo virtuale creato da un assicuratore!).

E anche se l'assicuratore in un modo o nell'altro compie questa transizione e diventa un disegnatore di mondi virtuali, il ritmo del progresso è tale che entro dieci anni potrebbe essere che debba reinventarsi una volta di più.

Il problema fondamentale non è creare nuovi posti di lavoro. Il problema fondamentale è creare nuovi posti di lavoro che gli esseri umani possano svolgere meglio degli algoritmi.

Stando così le cose, nel 2050 potremmo trovarci con una nuova classe di persone:
la classe inutile...
Persone non sono solo senza lavoro, ma che non si possono impiegare.



La tecnologia stessa che rende inutili gli esseri umani, può fare in modo di alimentare e mantenere la massa che non è possibile impiegare per mezzo di un qualche schema di reddito di base universale.

Il vero problema sarà allora mantenere occupate e soddisfatte le masse. Le persone devono partecipare ad attività utili o diventano pazzi.

Allora, cosa farà la classe inutile tutto il giorno?

Nell'anno 2050
Nascerà una nuova classe di perone
la classe inutile.
Le persone saranno disoccupate,
ma anche non impiegabili.

Una risposta potrebbe essere giochi al computer….

Le persone economicamente in esubero, potrebbero passare sempre più tempo in mondi dalla realtà virtuale 3D che daranno loro molto più entusiasmo e impegno emotivo del "mondo reale".

Infatti, questa è una soluzione molto antica…

Per migliaia di anni, migliaia di persone hanno trovato un significato giocando con giochi di realtà virtuale. In passato abbiamo chiamato questi giochi di realtà virtuale "religioni".

Cosa è una religione? E' un gran gioco di realtà virtuale giocato insieme da milioni di persone.

Le religioni come l'Islam e il cristianesimo inventano leggi immaginarie del tipo:
  • "Non magiare carne di maiale"
  •  "Ripetere le stesse preghiere un determinato numero di volte al giorno.
  •  "Non avere relazioni sessuali con qualcuno del tuo stesso sesso"
...e così via.

Queste leggi esistono solo nell'immaginario umano. Nessuna legge naturale richiede la ripetizione di formule magiche e proibisce l'omosessualità o il mangiare carne di maiale.

I Musulmani e i Cristiani vivono cercando di "guadagnare punti" al loro gioco favorito di realtà virtuale. Se preghi tutti i giorni otterrai dei punti. Se ti dimentichi di pregare perderai dei punti.

Se alla fine della tua vita hai guadagnato punti sufficienti allora dopo la morte passerai al livello seguente del gioco (conosciuto anche come "il cielo").

 
La religione: 
un gioco della vita reale in cui si prega 
per accumulare punti virtuali. 
Fotografia: Kevin Frayer / Getty Images

Come lo mostrano, le religioni, la realtà virtuale non deve essere incasellata in una casella isolata. Invece può essere sovrapposta alla realtà fisica.

In passato, questo si faceva con l'immaginazione umana e con i libri sacri, e nel secolo 21 si può fare con gli smartphones.

Poco tempo fa sono stato con mio nipote di sei anni, Matan, a caccia di Pokemon.

Mentre camminava per la strada, Matan si fermò a guardare il suo smartphone, il che gli permise di trovare dei Pokemon attorno a noi. Io non ho visto nessun Pokemon perché non avevo uno smartphone.

Allora abbiamo visto altri due bambini per la strada che stavano andando a caccia dello stesso Pokemon e quasi litigavamo con loro.

Mi richiamò alla mente la similitudine di quella situazione con il conflitto tra "Ebrei" e "Musulmani" della "città santa" di Gerusalemme.

Se osserviamo la realtà oggettiva di Gerusalemme, tutto ciò che vediamo sono pietre ed edifici. Non c'è "santità" in nessun posto.

Però quando si guarda attraverso i 'libri intelligenti' (come la Bibbia e il Corano), si vedono luoghi santi e angeli dappertutto.

Voi guadagnate punti
con nuove automobile e vacanze all'estero.
Se avete più punti
degli altri,
avete vinto al gioco.

L'idea di trovare il senso della vita per mezzo di giochi di realtà virtuale è, quindi, comune non solo alle religioni ma anche alle ideologie secolari e agli stili di vita.

Il consumismo anche è un gioco di realtà virtuale. Voi acquistate punti comprando nuove macchine, comprando marche care e facendo vacanze all'estero e se avete più punti degli altri vi dite che avete vinto il gioco.

Potreste obiettare che le persone godono realmente delle loro macchine e delle loro vacanze.

Ma anche i religiosi godono nel pregare e celebrare cerimonie e mio nipote gode nella caccia ai Pokemon. Alla fine l'azione vera si realizza sempre "all'interno del cervello umano".

Cosa importa se i neuroni sono stimolati mediante osservazione di pixel su uno schermo di computer, fuori della finestra di un centro turistico ai Caraibi o guardando il cielo attraverso la nostra mente?

In ogni caso, il significato che attribuiamo a quello che vediamo è generato dalla nostra mente. In realtà non sta "lì fuori". Per la nostra conoscenza scientifica, la vita umana non ha nessun significato.

Il senso della vita è sempre una storia creata da noi esseri umani.

Nel suo primo saggio, Gioco Profondo - Note Sulla Guerra Dei Galli dei Balinesi (Deep Play - Notes on the Balinese Cockfight - 1973), l'antropologo Clifford Geertz descrive come nell'isola di Bali, la gente passa molto tempo e spende denaro scommettendo sulle guerre tra i galli.

Le scommesse e le guerre racchiudono elaborati rituali, e i risultati hanno un impatto sostanziale sulla situazione nazionale, economica e politica dei giocatori e degli spettatori.

Le guerre dei galli erano così importanti per gli abitanti di Bali che quando il governo dell'Indonesia dichiarò illegale quella pratica, le persone ignorarono la legge e correvano il rischio di essere arrestati e multati. Per gli abitanti di Bali, le guerre dei galli erano "un gioco profondo" – un gioco inventato dove mettono tanto significato da trasformarle in una realtà.

Un antropologo di Bali indubbiamente avrebbe potuto scrivere saggi simili sul "calcio in Argentina" o "sull'Ebraismo in Israele."

Infatti, una parte molto interessante della società israeliana fornisce un laboratorio unico per la forma di vivere una vita felice in un mondo post lavoro. In Israele una percentuale significativa di uomini ebrei ultra ortodossi non lavora mai.

Trascorrono la loro vita studiando le sacre scritture e compiendo rituali religiosi. Essi e le loro famiglie non muoiono di fame in parte perché le donne a volte lavorano e in parte perché il governo fornisce loro dei sussidi generosi.

Nonostante il fatto che normalmente vivono in povertà, l'appoggio del governo significa che non mancano loro le cose basilari necessarie nella vita.

Questo è il reddito di base universale messo in pratica...

Nonostante siano poveri e non lavorino mai, da diverse ricerche effettuate, risulta che questi uomini ultra ortodossi ebrei dichiarano di essere molto soddisfatti della vita se paragonati ad altri settori della società israeliana.

 
Giochi a cui gioca la gente:
uomini afgani che guardano un combattimento di galli a Kabul.
Fotografia: Johannes Eisele / AFP / Getty Images

Non è necessario andare fino in Israele per vedere il mondo del dopo lavoro..

Se in casa avete un figlio adolescente a cui piacciono i giochi sul computer, potete fare un esperimento da soli: dategli un sussidio minimo di Coca-Cola e pizza, e poi ritirate tutte le domande di lavoro e ogni controllo parentale.

Il risultato più probabile è che rimarrà nella sua stanza per giorni incollato allo schermo. Non farà nessun compito o lavori domestici, salterà i pasti compresa la doccia e il sonno.

E' poco probabile che si annoi o che provi una sensazione di mancanza di obiettivi. Almeno a corto raggio…

Quindi "la realtà virtuale" è probabile che sia la chiave per dare significato alla classe inutile del mondo post lavorativo.
  • Forse queste realtà virtuali saranno generate nei computer.
  • Forse saranno originate fuori dei computer sotto forma di nuove religioni e ideologie.
  • Forse sarà una combinazione delle due.
Le possibilità sono infinite e nessuno sa di certo a quali giochi profondi parteciperemo nel 2050.

In ogni caso, la fine del lavoro non significa necessariamente la fine di significato perché quest'ultimo è generato immaginando al posto del lavoro. Il lavoro è essenziale per dare significato solo per alcune ideologie e stili di vita.

Gli scudieri inglesi del XVIII secolo, gli Ebrei ultra ortodossi di oggi e i bambini di tutte le epoche hanno trovato una grande quantità di interesse e significate nella vita compreso il lavoro.

Nel 2050 la gente probabilmente sarà capace di giocare con giochi più profondi e costruire mondi virtuali più complessi di qualsiasi altro tempo della storia. 

Però,
  • Cosa c'è oltre la verità?
  • Che succede con la realtà?
  • Vogliamo vivere realmente in un mondo in cui milioni di persone sono immerse in fantasie, che cercano obiettivi illusori e che obbediscono a leggi immaginarie?
Ci piaccia o no, questo è il mondo abbiamo vissuto per migliaia di anni… 

di Yuval Noah Harari

08 maggio 2017
dal Sito Web TheGuardian
traduzione di NicolettaMarino
 

Yuval Noah Harari tiene conferenze presso

L'Università Ebrea di Gerusalemme

ed è l'autore di

'Sapiens: Una breve storia dell'umanità'

E 'Homo Deus: Una breve storia del Domani'


Fonte: http://www.bibliotecapleyades.net/

sabato 17 giugno 2017

Quel dialogo interiore

 

Quei demoni? Solo uno sporco trucco. 


Siamo tutti su di un percorso di consapevolezza, e il mondo che vediamo intorno a noi ha l’unico scopo di agevolarci in questa ricerca, anche quando ci mostra i suoi lati peggiori. Scopriamo in questo articolo come possiamo affrontare a nostro vantaggio gli aspetti apparentemente negativi della nostra vita.

La meta ultima, ammesso che esista una meta, è quella di riscoprire la nostra vera natura divina, per accorgerci della nostra divinità, una divinità talmente potente che ci permette anche di creare un intero mondo nel quale ci caliamo in un ruolo senza alcuna parvenza o ricordo di quella divinità.

Le avversità che incontriamo durante il percorso sono la giusta resistenza che ci permette di crescere. Non ci sarebbe crescita senza resistenza. Solo quando siamo a disagio iniziamo a farci delle domande, e cominciamo quel sano e indispensabile lavoro di introspezione che ci permette di entrare in profondità al nostro interno per scovare e illuminare le zone ancora buie.

Pensiamo di dover evitare le difficoltà, e spendiamo intere vite nella vana ricerca di una esistenza tranquilla, rinchiusi all’interno del nostro box di sicurezza, nel quale non può accadere nulla, ma proprio per questo inutile per il fine che ci siamo preposti quando abbiamo creato questo mondo duale, nel quale il bello e il brutto hanno lo stesso diritto di esistere, e dove qualsiasi cosa o evento è sempre e comunque finalizzato al raggiungimento della meta ultima, che è il ricongiungimento con Chi siamo veramente.

E’ solo un trucco

Il percorso va affrontato sempre a testa alta, altrimenti non abbiamo alcun diritto di chiamarci Guerrieri della Luce. Siamo guerrieri prima di tutto perché sappiamo che il nemico non è là fuori, non c’è nessuno là fuori, se non i nostri demoni, nostre creazioni senza alcuna consistenza reale, che ci spaventano a morte travestendosi da nemici, apparentemente separati da noi.

Svelare il trucco è il compito del guerriero, per scoprire alla fine che una volta che troviamo il coraggio di affrontare il demone, ci accorgiamo che è fatto di nulla. Era solo un trucco, fatto solo di niente, e la luce della nostra consapevolezza è l’unico mezzo che abbiamo per spazzare via quell’oscurità in un attimo, basta saperlo riconoscere.
A volte spariscono con l’intero incasso…

A volte prendono anche le sembianze di persone amiche, e può succedere che coloro di cui ti fidavi ti voltano le spalle, come è accaduto a me, per esempio, quando mi sono visto sottrarre l’intero incasso di un mio seminario da una persona di cui mi fidavo. E’ lì che comincia il lavoro, un lavoro duro e doloroso, anzi dolorosissimo, alla spietata caccia dei demoni che provano a tornare sempre più forti di prima, e se non sei abbastanza fermo nel riconoscerli, si riorganizzano per sferrare il prossimo attacco.
“Il guerriero comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere.” Paulo Coelho
Non contrastarli, piuttosto amali 

La lamentela e la rabbia alimentano quei demoni, e la cosa più stupida che si possa fare è sentirsi vittime di un sopruso. I demoni vanno riconosciuti, non combattuti. La tua energia deve essere ad alta frequenza, per illuminare i loro volti oscuri. La tua rabbia invece servirebbe solo ad alimentare la loro energia a bassa frequenza.

Il demone è solo un lato oscuro di noi che chiede di essere riconosciuto ed accolto. E’ un bambino trascurato che vuole ritrovare l’amore del proprio genitore.

Devi essere quel genitore amorevole. Questo è il tuo compito, affinché tu possa ribadire ad alta voce, e con fermezza, di essere un Guerriero.

Paolo Marrone

 

 Il bene più prezioso che hai 

da Paolo Marrone

Possediamo un bene preziosissimo, attraverso il quale possiamo esprimere tutto il nostro potere, ma il problema è che non lo utilizziamo e ce lo facciamo rubare continuamente. Scopri in questo articolo di cosa stiamo parlando.

Probabilmente pochi si rendono conto dell’estrema importanza di uno dei beni che abbiamo fin dalla nascita, ma che nessuno mai ci insegna ad utilizzare nel migliore dei modi.

Di cosa sto parlando? Dell’attenzione, naturalmente.

Ebbene sì, l’attenzione è il bene più prezioso che abbiamo, ma nessuno gli presta la necessaria cura, e quello che facciamo costantemente è farcelo rubare dagli altri, da coloro cioè che conoscono benissimo la sua importanza e sanno come rubarcela per utilizzarla per i loro scopi.

Probabilmente non stai credendo molto a quello che sto dicendo, ma la cruda verità, che piaccia o no, è che viviamo tutti in un costante stato di addormentamento, frutto del rumore mentale che si esprime continuamente attraverso quella vocina con la quale ci parliamo, convinti di essere noi a farlo. Difficilmente siamo in grado di mantenere la concentrazione su di un pensiero o concetto per più di 5-6 secondi, senza che qualcosa ci distragga e rubi la nostra attenzione che, non più sotto il nostro controllo, vaga in modo del tutto casuale verso pensieri di ogni tipo, riempendo la nostra testa di cose del tutto inutili.

Alzi la mano chi non si ritrova spesso a vagare col pensiero tra mille cose, del tipo: “Chissà quanto traffico troverò oggi per andare al lavoro… a proposito, la macchina è sporca, forse dovrei lavarla… lo farò stasera dopo il lavoro, sperando di uscire per tempo… ieri sera mi sono dovuto trattenere fino alle 19, ma oggi non dovrei avere molto lavoro da fare… è difficile ultimamente trovare nuovi clienti… questa crisi sta mietendo sempre più vittime…”
…e via discorrendo, in un dialogo con noi stessi senza fine, ma soprattutto senza alcun senso, che ‘ci porta a spasso’, come bambini trascinati per mano, attraverso concetti del tutto slegati tra di loro.

In balìa di un programma automatico.

E’ tutto normale, perchè quel dialogo interiore non è altro che il risultato di un programma automatico preimpostato nel nostro cervello, che in quanto macchina non può fare altro che funzionare eseguendo meccanicamente ciò per cui è stata programmata.

Cos’è quel programma? E’ semplicemente il risultato di tutti i condizionamenti ricevuti fin dal nostro primo giorno di vita, che abbiamo accettato come veri e che quindi abbiamo fatto entrare nella nostra mente, creando così ciò che alla fine rappresenta la ‘strada a minor resistenza‘ per i nostri pensieri. Considerate quelle credenze come se fossero dei solchi incisi sul terreno. Se voi gettate dell’acqua, questa si incanalerà necessariamente lungo quei solchi, che rappresentano proprio il percorso ‘a minor resistenza‘ tra tutti quelli possibili. Analogamente, quando siamo ‘assenti’ a noi stessi (il 95% del tempo) immersi nel nostro stato di ‘dormienti’, i nostri pensieri non possono fare altro che incanalarsi lungo i percorsi più comuni, ripetendo all’infinito sempre lo stesso tipo di ragionamenti.

L’attenzione, la fonte di energia dell’Osservatore.

Dobbiamo comprendere che tutta la nostra energia creatrice si esprime attraverso l’osservazione. Così come ci insegna la fisica quantistica, siamo l’Osservatore che crea il proprio mondo attraverso l’atto dell’osservazione. L’energia creatrice va dove va l’attenzione, è come un raggio laser.
Il meccanismo è molto semplice: soffermandoci su di un pensiero, questo diventa più importante, visibile, familiare, e un pensiero trattenuto diventa col tempo una credenza.
La credenza è un pensiero ‘condensato’, che si è stratificato al nostro interno a forza di concedergli attenzione, fino a creare un percorso a ‘minor resistenza‘ all’interno del nostro cervello, un po’ come quei solchi di cui parlavamo prima nell’esempio dell’acqua.

Dovete sempre tenere a mente però che i nostri pensieri creano il mondo che sperimentiamo, dato che nulla può esistere senza che venga osservato. Insomma, è attraverso l’attenzione che diamo il permesso alle cose di accadere.

Ecco perché è così importante riprendere in mano il controllo dei nostri pensieri.
La cosa più importante di tutte è essere coscienti dei pensieri che passano nella nostra testa, onde evitare che vaghino in modo caotico e incontrollato, creando di conseguenza un mondo altrettanto caotico e incontrollato.

Non importa a cosa stai pensando, l’importante è che tu ne sia cosciente.

Fermati allora ogni tanto ad osservare i tuoi pensieri. Poni l’attenzione sulla tua attenzione (perdonatemi il gioco di parole), e fatti la domanda: “A cosa sto prestando ora la mia attenzione?“. E’ chiaro che la domanda non ha risposta, perchè se me la sto ponendo, vuol dire che la mia attenzione è diretta su di essa. E’ solo un trucco per riprendere in mano il controllo della nostra mente, e di conseguenza della nostra attenzione.

Questo è quello che deve fare un creatore consapevole se vuole riprendere il controllo della propria vita, evitando che forze esterne gli sottraggano l’attenzione. Egli sa che quello è il modo, l’unico modo efficace, di diventare davvero il protagonista della propria esistenza.
Bene, ora sai come fare, non hai più scuse. 

Paolo Marrone

venerdì 16 giugno 2017

Spedizioni difficoltose

 

Per ridere, per passione, per riflettere 

Author: Guido Guidi
Arctic Expedition Cancelled Due to Excess “Climate Change” https://t.co/4SvjTkIql5 pic.twitter.com/vKK1K6lVNk  
 — Watts Up With That (@wattsupwiththat) 15 giugno 2017
Anno diverso, spedizione diversa, stessa identica sorte degli impavidi esploratori dell’Antartide che rimasero miseramente bloccati (e dovettero essere salvati) nel tentativo di dimostrare quanto poco ghiaccio c’era. Questa volta, piuttosto che rischiare un’altra magra figura, preferiscono rinunciare al programma di ricerca. Vedersela con condizioni di ghiaccio estreme (e inattese ?!?) avrebbe allungato troppo il programma. Quindi tutti a casa e lo scioglimento dei ghiacci lo documenteranno un’altra volta.

Per Passione:
 


Protagonista la Natura! Una fantastica danza di colori al tramonto, tra nubi temporalesche e le “nuove” Asperitas (ex Ungulatus Asperatus) inserite nell’International Cloud Atlas nel marzo del 2017. Nella seconda parte del video, con l’unzoom, i flash dei fulmini dentro la banda delle precipitazioni completano uno spettacolo già di per se imperdibile.

Per riflettere: 
Strategie per il #Clima devono basarsi su #Scienza, non Ideologia
Ernesto Pedrocchi, già prof di energetica @polimihttps://t.co/lFWcP4Ub3lpic.twitter.com/DjyeIKJKFE 
— RiEnergia (@RiEnergia) 14 giugno 2017
Ernesto Pedrocchi, già ospite di CM dopo la COP22 di Marrakesh, in un breve ma esauriente punto di situazione sulla bagarre climatica, tra rinunce, ritiri, salti in lungo e, soprattutto, fiumi di disinformazione.

Buona giornata.
___________________ 
 
 
Gli scienziati accusano il “cambiamento climatico”
per il troppo ghiaccio che ha arrestato la spedizione artica 
 
Pubblicato da Enzo Ragusa
Di Michael Bastasch  
 
Gli scienziati che hanno annullato la loro spedizione in Artico, a causa delle condizioni sfavorevoli alla navigazione per la presenza del ghiaccio troppo spesso, hanno avuto come scusante il “cambiamento climatico” per motivare il fallimento del loro progetto di ricerca.
 
 “Stiamo svolgendo uno studio sul cambiamento climatico su larga scala ma che purtroppo non possiamo portare avanti, il cambiamento climatico ci ha costretti ad annullare lo studio”, ha dichiarato David Barber, scienziato dell’Università di Manitoba, che ha condotto la spedizione told The Guardian.
 
La spedizione di Barber si è conclusa alla fine di maggio, dopo aver trovato ghiaccio con oltre 25 metri di spessore sulla costa settentrionale di Terranova. La spedizione è stata così costretta a tornare indietro dopo aver speso centinaia di migliaia di dollari per un progetto di quattro anni per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla Baia di Hudson.
 
Ora, Barber e gli altri ricercatori hanno accusato un ritardo sulla loro sfortunata spedizione a causa del riscaldamento globale o cambiamenti climatici, come li chiamano.
 
Le loro prove? Non molte, tranne le opinioni di alcuni scienziati coinvolti – almeno, Guardian non ha presentato alcuna prova. Il documento accusa il cambiamento climatico.
 
È interessante notare che Guardian ha accusato un simile evento già nel 2013 come un avvenimento del “tempo” e non del “cambiamento climatico”. Quell’anno, una nave rompi ghiaccio di nazionalità russa, che trasportava scienziati, è rimasta bloccata nel ghiaccio marino antartico.

“Non è qualcosa che ci aspettavamo di vedere e neppure qualcosa che abbiamo mai visto prima”, ha detto Barber. “Nell’alto Artico, il cambiamento climatico sta causando l’assottigliamento del ghiaccio e in futuro sarà sempre meno. ”Quello che avviene è l’aumento della mobilità del ghiaccio”.
 
Gli scienziati hanno poi studiato il ghiaccio attorno a loro mentre erano bloccati. Hanno notato la presenza di molto ghiaccio pluri-annuale più comune nelle vicinanze del Polo Nord. Tuttavia, ciò che è accaduto agli scienziati potrebbe essere un evento correlato al tempo.
 
Adesso si aspettano di ripartire per la spedizione all’inizio di luglio, ma il loro studio sarà senza dubbio ritardato.
 
Non è la prima volta che gli scienziati sono stati ostacolati dal ghiaccio marino glaciale artico. Nonostante il declino complessivo del ghiaccio marino, dalla fine degli anni Settanta, la Sfida della Polar Ocean Challenge si è trovata imprigionata nel ghiaccio spesso nel luglio 2016.
 
 
Enzo 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Nin.Gish:Zid.Da

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Torna all'inizio

Torna all'inizio
Home page